Figlia di un papà appassionato di quadri, Alba fin da bambina volge lo sguardo, spesso nella più completa solitudine, agli oggetti d’arte che la circondano. A tale proposito lei ama ricordare sempre un episodio. Aveva circa cinque anni, quando un giorno nota un dipinto appeso in alto sulla parete di casa. Sentendosene attratta, si arrampica su un tavolo per raggiungerlo, decidendo di ricolorarne a proprio modo la superficie.
A lavoro ultimato, vi appone la propria firma ancora incerta. Quadro di famiglia che, unico tra tutti gli altri, tuttora conserva.
D’allora, seppur con delle interruzioni dovute a vicissitudini personali, ha sempre coltivato l’arte della pittura. La decisione di un impegno continuo e la svolta avvengono nel 2006.

Dopo aver partecipato a corsi di disegno e pittura inizia e sente l’esigenza d’un approfondimento personale su tutta la storia dell’arte. Va incontro ai grandi maestri recenti e passati trascorrendo infinite ore nelle apposite esposizioni, osservando le opere in un silenzio quasi religioso e coadiuvandosi nella ricerca anche con testi di filosofia. Intanto, lavora e si esercita senza sosta.
L’interesse per lo studio la porterà a sperimentare linguaggi stilistici differenti.

Ma, particolarmente, il 2006 e il 2007, - dirà Alba - , saranno gli anni in cui l’indagine artistica sarà sollecitata da un forte richiamo interiore, da una voce a volte prepotente, altre, suadente, che reclama con forza un proprio volto, una propria dimensione: l’anima stessa del mondo – specificherà - l’anima che vive in ognuno di noi, e a cui spesso non sappiamo attribuirvi nome.

Alba definisce il periodo da autodidatta come il più bello e il più proficuo, all’insegna di una ricerca assidua su se stessa e sul mondo circostante; una ricerca durante la quale scoprirà una forte attrazione per il colore, il quale verrà esperito dall’artista come essenza della luce stessa e in tale situazione matura una propria poetica della vita e delle cose e si sente pronta a partecipare a mostre personali di pittura.

In occasione della 31° Mostra D’Arte 2010 “Cantun Sciatin”, di Bollate, (Mi) Alba ottiene il Primo Premio come migliore artista. Il giudice del Concorso sarà il prof. Carmelo Roccazzella, in arte “Caro”, insegnante di storia dell’arte e pittore, in collaborazione con il noto pittore Italo Mazzei di Pero.

L’APEIRON DELLA VITA

Alba D’Ottavio è un’artista che ama il colore. E lo ama e lo vive in tutta la sua pregnanza di equilibrate e nitide campiture di Matissiana ascendenza: campiture compositive che ora si intrecciano, e ora si allitterano, nella gioia dello slancio vitale dove il portato figurativo non appare mai, ma che tuttavia si manifesta nel “gioco” continuo delle simbologie. Platone diceva che “il bello è la manifestazione del vero”… e per Alba? In Alba, la sua verità è quella “legge della necessità interiore” di Kandiskijana memoria i cui temi sono quelli del quotidiano, della fiaba e della spiritualità dove, verità e sogno, sono pagine di uno stesso libro di Schopenhaueriana filiazione. Un’artista che sa attendere: ogni giorno per lei conserva “poesie” che poi si estrinsecheranno nel colore, nella fusione e nella fucina della creazione. Una grande artista che ritrovo nei versi di Coelho: “Nessun giorno è uguale all’altro, ogni mattina porta con sé un particolare miracolo, il magico incanto nel quale i vecchi universi vengono distrutti e nascono nuove stelle”. Alba D’Ottavio, la sua anima, la sua armonia, l’apeiron della vita.

Alba vive e svolge la propria  attività artistica a Solaro (MI).

Recensione critica a cura
del docente di storia dell’arte Carlo Roccazzella